Abruzzesi e futuro: realisti ma ottimisti

Nonostante tutto, uno sguardo positivo sul tenore di vita per il 40% degli abruzzesi.

Il 7% degli intervistati vede un futuro negativo per i propri risparmi.

Teramo, 27 febbraio 2019. Aumento delle tasse, costo della vita, pensioni basse, precarietà del lavoro: tutto questo fa ancora paura agli abruzzesi, ma nonostante tutto affrontano il futuro con moderato ottimismo. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara quasi la metà degli intervistati (40%) affronta il proprio futuro dal punto di vista economico in modo positivo.

Se il 32% prevede di mantenere l’attuale tenore di vita nel prossimo futuro, una buona parte degli abruzzesi si riconosce tra quell’altro 32% di intervistati che ammette di vedere nel proprio futuro minori disponibilità economiche, ma che con un po’ di accortezze, si saprà adattare. L’8% pensa che avrà disponibilità economiche superiori rispetto a quelle attuali, il 16% ha risposto di vivere nell’incertezza mentre un altro 7% si dichiara pessimista e teme che le proprie disponibilità economiche saranno inferiori a quelle attuali.

In che modo, secondo gli intervistati, ci si può garantire un futuro migliore? Una buona fetta di abruzzesi vede di buon occhio l’utilizzo delle forme di pagamento rateali, sia perché consentono di acquistare con calma (20%), sia perché permettono di gestire meglio il bilancio familiare (16%). C’è chi invece è più propenso alla sottoscrizione di diverse forme di risparmio o previdenza, tra cui spiccano gli investimenti sul mercato finanziario con il 26%. Seguono i piani individuali di risparmio con il 21%, i fondi pensione e i prodotti assicurativi di investimento, specie quelli collegati a gestioni separate e quindi sicuri, per il 20%.

D’altra parte, ricorrere a una forma di risparmio può aiutare ad affrontare il futuro con più serenità e a porsi degli obiettivi anche a medio/lungo termine, come dimostrano i dati: il 56% degli abruzzesi infatti ammette di voler mettere da parte una somma sufficiente per affrontare eventuali imprevisti, il 31% vuole invece mantenere l’attuale tenore di vita. Grande attenzione verso i figli: il 26% vuole essere certo di poter aiutare i propri figli in un futuro e non vuole gravare su di loro in caso di perdita di lavoro o di pensione bassa.

E a proposito di pensione, quest’ultima risulta essere uno dei fattori che preoccupano di più gli abruzzesi in questo momento: al primo posto nei loro pensieri si trova la paura di spese impreviste (47%), seguita dalla precarietà del lavoro (42%). Con il 39% si teme la prospettiva di una pensione bassa, oltre allo stipendio non adeguato (32%) e i fattori fiscali ed economici, come ad esempio l’aumento del costo della vita o delle tasse (29%).

A chi rivolgersi, dunque? Il 39% degli intervistati si affiderebbe alla propria banca, il 31% si rivolgerebbe a un consulente mentre il 25% chiederebbe consiglio ad una compagnia di assicurazioni. Il 14%, infine, si affiderebbe all’online.