“CARCERE” PER I DETENUTI SORPRESI CON I TELEFONINI

"CARCERE" PER I DETENUTI SORPRESI CON I TELEFONINI
"CARCERE" PER I DETENUTI SORPRESI CON I TELEFONINI

Sulmona (AQ), 22 ottobre 2020. Fino a qualche giorno fa sorprendere un detenuto con un telefono in carcere non prevedeva nessuna sanzione penale ma, al massimo, un provvedimento disciplinare.
Con l’emanazione del Decreto legge n.130, del 21 ottobre 2020, è stata finalmente normata l’introduzione fraudolenta di telefonini in carcere e l’utilizzo degli stessi da parte dei detenuti.
L’articolo 9 del decreto introduce, infatti, il comma 391-ter in materia di contrasto all’introduzione e all’utilizzo di dispositivi di comunicazione in carcere. Ora chiunque indebitamente procurerà ( ovviamente anche negli istituti di Sulmona, L’Aquila ed Avezzano, oltre che per il centro di prima accoglienza dell’Aquila) a un detenuto un apparecchio telefonico, o altro dispositivo idoneo ad effettuare comunicazioni, o comunque consentirà allo stesso l’uso indebito dei predetti strumenti, o ne introduce uno in un istituto penitenziario, al fine di renderlo disponibile a una persona detenuta, sarà punito con una pena della reclusione da uno a quattro anni.
Soggiacerà alla stessa pena anche il detenuto che indebitamente li riceverà e li utilizzerà. Qualora il fatto sarà commesso da un pubblico ufficiale la pena sarà da due a cinque. 
Viene così colmato un vuoto legislativo: le comunicazioni telefoniche fraudolente in carcere non si possono e non si devono consentire.