Falda di Bussi, ancora acqua con 400 mcg/l di clorometani e piombo

Bussi, PE, 10 marzo 2019. Scrive il chimico Pasquale Antonucci di Popoli: ” I più importanti prodotti, e purtroppo anche i più inquinanti, del sito industriale di Bussi sono, senza dubbio, la soda caustica , i clorometani e il piombo tetraetile e tetrametile.
Dall’inizio del novecento e per oltre un secolo sversamenti accidentali di questi prodotti si sono susseguiti senza nessuna precauzione fino agli anni 70, quando non esisteva alcuna legge, e la sensibilità ambientale era prossima allo zero. Tutti questi sversamenti a contatto con la falda hanno generato una contaminazione eterogenea resa complessa dalla presenza di falde sospese e ricche di materiale organico (acidi umici e acidi fulvici) che a contatto con la soda caustica e con l’innalzamento del pH provocano la colorazione e la lisciviazione dei colloidi presenti in falda.
L’inquinamento vero, non quello di cui straparlano ambientalisti e catastrofisti elettorali, si trova oggi nell’acqua di falda, prelevata sotto il sito dello stabilimento di Bussi, con concentrazioni, anche oltre 400.000 microgrammi/litro, di clorometani e con discreta presenza anche di mercurio e piombo. Da qualche anno è in funzione un impianto per la depurazione e trattamento acque di falda (TAF) della ditta tedesca Züblin Umwelttechnik (Ma su questo [forse perchè non ci sono in ballo appalti milionari, ndr] non c’è nessun interesse della stampa, delle associazioni e dei politici)”


Carmine Bucci in arte Cocò  [https://www.youtube.com/user/CineVideoCoco ] – appassionato di Jazz è oggi tra i maggiori manager e promotori di eventi musicali negli Usa. Negli anni Ottanta, dopo 18 anni di lavoro nella fabbrica di Bussi e dopo una breve esperienza commerciale, emigrò a Chicago.

Ecco la domanda che mi ha rivolto Cocò, noto ed eclettico personaggio bussese, dopo avermi segnalato l’ennesimo articolo poco informato su Bussi, della giornalista Matilde Cardaciotto sul quotidiano la stampa.

Ciao Pasqua’ , tutto bene? Ma a Bussi ci sta o no sto cazzo di inquinamento?

Risposta – Certamente, come in tutte le fabbriche del mondo e come in qualsiasi zona antropizzata. –

Dopo 120 anni di Chimica… e fino agli anni 70 senza nessuna regola ambientale, come possiamo pretendere avere le falde dello stabilimento e il terreno circostante senza nessuna contaminazione?

Facciamo un riassunto e cerchiamo di chiarire

Le acque del fiume Pescara e del Tirino sono inquinate? 
No !

Le acque del Tirino e del Pescara dopo Bussi risultano essere tra le più pulite in assoluto, il mese scorso è stato pubblicato dall’ARTA il dossier ambiente riguardante il quinquennio (che nessuno legge) DOVE SI EVINCE CHIARAMENTE CHE NON C’è NESSUN INQUINAMENTO IN ATTO. Sempre a proposito delle acque c’è uno studio dei ricercatori dell’università di Pisa e di Roma sulle acque del Pescara, zona Alanno (a valle di Bussi) Allego solo le conclusioni-“Dallo studio sono emersi livelli di contaminazione minimi per entrambe le aree oggetto di studio. Questo aspetto, riscontrato sia alle Sorgenti del Pescara, zona di controllo, che alla Diga di Alanno, zona a forte impatto antropico, porta a ipotizzare livelli di contaminazione ambientale estremamente bassi, almeno per quanto riguarda i contaminanti oggetto di studio, dando, in questo senso, un’indicazione di conservazione dell’ambiente naturale”.

Per chi volesse saperne di più
https://www.artaabruzzo.it/…/relaz_stato_ambiente_abruzzo_2…
http://old.iss.it/binary/prvn/cont/3Focardi.pdf

Adesso veniamo alle discariche

Alcuni chiarimenti sulle discariche 2A e 2B.
1) Nelle discariche sopra citate non sono state interrate sostanze tossiche e nocive tra le peggiori, non ci sono sostanze radioattive, non c’è l’iprite non c’è il fosgene, ci sono solo a livello di tracce, clorurati, piombo e mercurio (sicuramente sostanze tossiche ma non certamente tra le peggiori)
la discarica 2B è stata costruita nel pieno rispetto delle leggi degli anni 80 e autorizzata dalla regione Abruzzo. Non è una discarica dei veleni, è una discarica per rifiuti speciali, si tratta di terreni di risulta leggermente contaminati, il fondo della discarica è impermeabilizzato con un telo di polietilene,c’era il quadro elettrico, la recinzione, la manichetta dell’acqua, la pompa per la raccolta dell’eluato, i piezometri etc. tutto in regola insomma, i terreni venivano analizzati e solo se avevano i requisiti venivano portati in discarica.
2)Dagli anni 70 la discarica 2A è stata usata per inerti e dall’inizio degli anni 80 la discarica 2B è stata usata per rifiuti speciali, non per rifiuti tossici e pericolosi, le discariche erano correttamente gestite da un galantuomo un bussese tuo concittadino, che risponde al nome di Domenico Alleva che le ha sempre gestite nel rispetto delle normative vigenti.
3)Adesso entriamo nello specifico e vediamo cosa dice la legge a proposito di siti inquinati.
Il sito si considera effettivamente « contaminato », quando si supera la CSR (concentrazione soglia di rischio) e non quando si supera la CSC concentrazione soglia di contaminazione (CSC). 
la CSC rappresenta solo una soglia di “allarme” superata la quale bisogna presentare un piano di caratterizzazione e,sulla base dei risultati, sviluppare l’analisi del rischio specifico che presenta il sito e determinare le
CSR. Solo il superamento di queste fa sorgere, per la relativa area, l’obbligo di bonifica; in caso contrario, gli obblighi vengono meno e l’inquinamento non deve essere affrontato.
4)Ebbene dalle analisi sulle acque dei piezometri dal sottoscritto analizzate per anni e dalle analisi delle acque pubblicate dall’ARTA sempre dei piezometri della discarica 2A e 2B non risultano superamenti della CSR.
5)Il valore più alto trovato nelle acque stagnanti di un piezometro delle suddette discariche era pari a 173 microgrammi/litro (traduco per chi non ha dimestichezza con le unità di misura, questo valore corrisponde a 0,0000173 %, l’acqua rappresentava il 99,9999827). Valore decisamente più basso dei valori che possiamo trovare in qualsiasi acqua di piscina,valore più basso del limite dei solventi clorurati imposti dalla regione Lombardia per le acque potabili negli anni 90, in rete possiamo confrontare questo valore con i valori delle acque di falda di mezza Italia e possiamo constatare che questo valore non ha nulla di preoccupante, questa è la realtà, non quella che descrivono i giornali scandalistici e gli ambientalisti della domenica.
6)Consideriamo, che i sedimenti attualmente contenuti nelle discariche, si trovano lì da diversi decenni e dunque hanno già subito un processo di ripulitura naturale,per quale motivo spendere 50 milioni di euro, solo per spostare questi materiali in un altra discarica? Quali sarebbero i vantaggi? Per quale motivo spendere soldi pubblici se le suddette discariche non inquinano le acque del Tirino?

LA GRANDE BUFALA
La discarica tremonti definita la megadiscarica o la più grande discarica d’Europa.
Anche la giornalista Matilde Cardaciotto seguita a chiamare la discarica tre monti la più grande d’Europa. In base a quale studio o caratterizzazione, non lo sappiamo, Esistono testimonianze e documenti che affermano il contrario.
Ecco la verità sulla discarica tre monti

Dalle carte ufficiali che purtroppo nessuno esamina, si evince che non esiste una megadiscarica.
Dalla memoria difensiva dell’Avv. Carlo Sassi.
1) Le cifre e le quantità di rifiuti sono cifre assolutamente suggestive, perchè non è stata disposta mai una perizia sulla discarica tremonti.
2) I dati confluiti nel capo di imputazione sono suggeriti dal corpo forestale dello stato, il quale – Sulla base di una serie di presunzioni -e cioè misurando l’intera area di proprietà della ex montedison, giunge ad un risultato presunto di 214.000 Ton.
3)L’interramento dei rifiuti, (Si tratta principalmente di esacloroetano, molecola considerata all’epoca non nociva, si tratta di una molecola apolare, simmetrica e pochissimo solubile) è durato circa 170 giorni nella piena consapevolezza delle autorità dell’epoca.
Dalla sentenza della corte di Assise di Chieti. E ancora; nel 1972 alla Società venne consentito di interrare quei residui in quella zona dell’area Tremonti, vicino alla Stazione ferroviaria.
Ed il Giudice , relativamente a quell’interramento, giustamente scrive :
“la realizzazione della discarica Tre Monti è avvenuta con modalità che, per l’epoca di realizzazione apparivano sicuramente idonee a prevenire il rischio di contaminazione della falda e, comunque, l’interramento dei rifiuti su terreno di proprietà, non essendo vietato, costituiva un comportamento di cui gli autori sicuramente non attribuirono alcuna realistica potenzialità lesiva.” 
Si tratta di 10 buche di pochi metri, esiste una cartina, esistono le analisi, in pochi giorni di lavoro si può rimuovere tutto, e invece 10 anni persi a pagare avvocati, 10 milioni di euro spesi per una inutile copertura e 1 milione di euro speso solo per le analisi.

Sono stati spesi 10 milioni di euro per una inutile copertura, poi si scopre che sono più inquinate da solventi clorurati le falde di tutta la provincia di Venezia e di tutto il veneto che le acque di falda della “discarica tremonti”.
E si scopre anche che oltre il 50% delle acque sotto la discarica tremonti, l’inquinamento da solventi non supera la CSC (Concentrazione soglia di contaminazione) Prerogativa che non hanno neanche le acque potabili.
E nessuno pubblica le conclusioni fatte al ministero dell’ambiente DEL 30/10/2017 “che ha ribadito “dalla discarica non esce nulla e si tratta solo di rifiuti speciali non pericolosi.”
Ecco le analisi http://www.laserlab.it.
A destra un riepilogo di uno studio sulla contaminazione delle acque in tutto il territorio veneto, pubblicato dall’assessorato alle politiche ambientali della provincia di Venezia http://www.politicheambientali.cittametropolitana.ve.it/…/l…

Adesso parliamo del sito industriale

Poteri ed interessi che si sono intrecciati e si danno battaglia unicamente per accaparrarsi il ricco bottino o parte di esso.
Ed il tutto supportato solo da grandi chiacchiere, grandi esternazioni e grandi mistificazioni. Tutto in ossequio al caos puro e al concetto :”Più polvere si alza, più si fa casino e meno si capisce, più facile è arrivare al bottino.
Mai un’argomentazione tecnica, mai un ragionamento compiuto. Si è straparlato, quasi sempre a sproposito, confondendo i chili con i microgrammi, i metri cubi con i litri, i chili con le tonnellate; tutto in un bailamme di ignoranza tecnica e disonestà intellettuale. Ma il fine (e che fine) giustifica tutti i mezzi.

Pasquale Antonucci