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Il Barolo Rivetto di Serralunga d’Alba, vino da record

Barolo Rivetto di Serralunga

Fontanelle di Boves (CN), 14 luglio 2020.L’italia ha un nuovo primato mondiale: è quello del vino più antico del mondo: il Barolo Rivetto di Serralunga d’Alba, marchiato con certificazione vinicola doc ( su youtube è reperibile il video, dell’attribuzione del record, nel canale di maurizio paschetta ). Il record mondiale è stato certificato dall’agenzia internazionale della world record certification limited. A conquistare il titolo è stato il saluzzese Maurizio Paschetta , alias the natural boy, detentore di otto record mondiali agricoli. Il vino di cui parliamo è un barolo della cantina Rivetto di Serralunga, prodotto nella città di Serralunga d’Alba nel 1961 e acquistato dal nonno di Paschetta in quanto collezionista di vini. Attualmente è conservato nel museo agricolo: Robe veje di proprietà di Luigi Varrone nella città di Fontanelle di Boves. Il vino è stato esposto in tale struttura perchè Maurizio, dopo aver conquistato tale titolo mondiale ha voluto donare gratuitamente, in modo definitivo, la bottiglia al museo. Paschetta si dice pronto a sfidare tutto il mondo: chi volesse raccogliere la bottiglia di sfida può contattare la world record certificaton limited.http://abruzzoom.altervista.org http://www.mauriziopaschetta.com

IL BAROLO, DEFINITO NEGLI ULTIMI ANNI “IL RE DEI VINI, IL VINO DEI RE”, È IL CUORE PULSANTE DELL’AREA VITIVINICOLA DELLE LANGHE. IL MOTORE POTENTE E PRESTIGIOSO CHE FA VIAGGIARE TUTTE LE ECCELLENZE DELLA REGIONE PIEMONTE.
La storia e l’economia delle Langhe sono state segnate dal percorso intrapreso dal vitigno Nebbiolo (l’unico utilizzabile al 100% per la produzione del Barolo, con le diverse sottovarietà: Lampia, Michet e Rosè), coltivato in zone uniche, nel tempo divenute veri must e fiori all’occhiello, nonché simbolo di orgoglio e vanto che ogni anno i quasi 800 produttori mostrano al panorama vinicolo mondiale. Come vogliono tradizione e disciplinare di produzione, i comuni in cui l’uva Nebbiolo diventa Barolo sono 11, distribuiti su un’area di circa 1700 ettari: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Barolo, Novello, Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba, le 11 essenze, i volti, che compongono la DOCG Barolo dal 1980. Ogni comune, zona, sottozona, vigneto e parcella sono espressioni magiche ed eterogenee, che si celano dentro ogni singola annata e bottiglia.

fonte: http://www.stradadelbarolo.it/