Il “cibo sulla strada” di Teramo

Da giovedì 10 ottobre a domenica 13 ottobre a Teramo in viale Mazzini, parte la diciannovesima  tappa del Festival Internazionale dello Street Food  2019.

A Teramo saranno in pista chef qualificati che prepareranno “cibo da strada” di grande qualità e originalità, con prodotti tipici italiani e internazionali. Oltre 25 camion da tutto il mondo e birrifici artigianali, creeranno un importante avvenimento culinario nelle vie della città .

Dopo il successo dei primi diciotto appuntamenti  del Festival Internazionale dello Street Food edizione 2019,a cui hanno partecipato oltre due milioni di persone , il tour del “cibo da strada” approda a Teramo con le sue prelibatezze italiane e straniere. La manifestazione nasce dall’idea di portare nelle piazze, all’aria aperta, il cibo che generalmente non si ha modo di mangiare a casa, gustando sapori di varie nazionalità.

Tante cucine internazionali comporranno questa ricca carrellata gastronomica : dalla cucina Serba a  quella  Irlandese, Spagnola, Argentina, Americana. Sarà molto ricca anche la proposta delle particolarità nazionali come gli arrosticini, la cucina Siciliana, la focaccia Genovese, la porchetta di Ariccia , gli hamburger di Chianina,la bombetta di Alberobello, le fritture di pesce , contornati da ottimi birrifici artigianali italiani e stranieri come quelli bavaresi, cechi o americani.

 “In Italia acqua, farina, olio e pomodoro per creare tante specialità come i maccheroni e la pizza, simboli della cucina italiana, nati proprio come cibo di strada, a New York con i carretti di Hot dog, ad Istanbul con i chioschi del Kebab o le creperie sui boulevard di Parigi sono tutti luoghi simbolo dello Street Food.

Rimanendo in Italia, basta ricordare che a Napoli, nelle strade, si mangiavano i maccheroni e la pizza a portafoglio, in Valle d’Aosta la polenta con il lardo di Arnad, in Liguria la focaccia di Recco, la farinata o la panissa genovese, in Emilia Romagna la piadina o lo gnocco fritto senza dimenticare il pinzone di Ferrara ma il palato è esigente non ci si ferma solo ai sapori tradizionali, un buon viaggio che si rispetti ci deve far spaziare almeno con il gusto anche verso altre parti del mondo.

Il pubblico potrà gustare molti piatti regionali italiani, alcuni non conosciuti ai più, come le seadas fritte, culurgionis di Ogliastra, una prelibatezza sarda, il classico panino alla nuorese con crema di pecorino e salsiccia sarda,  il carciofo alla giudia romano, la bombetta di Alberobello, la salsiccia rossa e l’hamburgher rosso di Castelpoto (Presidio Slow Food  dal 2009),  piccolo paese del beneventano, il rosso conferitogli dalla polvere proveniente dall’essiccazione dei paupuli, peperoni tapepo non piccanti tipici esclusivamente di quella zona, l’hamburger piemontese con carne di fassona, formaggio toma, pancetta caramellata e salsa verde, il Bubble tea, servito sia  caldo che freddo,  con palline aromatizzate alla frutta che quando le bevi salgono dalla cannuccia ed “esplodono in bocca”.