Il Mustang, un Tibet nepalese

Roma, 15 settembre 2019. Raccogliere da vicino evidenze dei cambiamenti climatici ed ambientali nel Mustang, in Nepal, attraverso racconti e osservazione diretta, analizzare zone del Pianeta che rischiano di “scomparire” perché minacciate anche dall’azione dell’uomo, sono gli obiettivi principali della spedizione nella regione del Mustang himalayano, che avrà inizio con partenza dall’Italia ed esattamente da Roma, Domenica 22 Settembre. Team multidisciplinare italiano in missione in Nepal per osservare i cambiamenti climatici. Al seguito 3 Guide Ambientali Escursionistiche dell’Aigae. Gentili (esperta in Scienze Naturali e caposquadra spedizione): “E’ un’esperienza pilota per intraprendere una serie di viaggi in zone del Pianeta che rischiano di scomparire”. Percorreranno l’antica via dei mercanti, nella regione del Mustang. Incontreranno il restauratore italiano, Luigi Fieni, che da 20 anni sta dirigendo importanti lavori di restauro di affreschi in monasteri e templi.  Un cammino di 133 Km.

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Cosa è e dove è il Mustang:
 
“Il Mustang, l’antico Regno di Lo, un piccolo Tibet per cultura e religione, è racchiuso come in uno scrigno tra i confini del Nepal: una regione remota, solo in tempi recenti aperta agli stranieri, che da sempre è stata terra di confine e di passaggio. Le carovane del sale che scendevano a sud portando lana e salgemma dal Tibet, risalivano la valle dall’India e dal Nepal cariche di riso – ha proseguito Gentili, esperta in Scienze Naturali – e più a nord incrociavano la Via della Seta proveniente dall’estremo Oriente. Santi ed esploratori, mercanti e pellegrini, hanno percorso la lunga valle le cui alte pareti sono scavate dallo scorrere impetuoso del fiume Kali Gandaki.
Nonostante il Mustang rimanga tuttora una regione del Nepal poco conosciuta, negli ultimi anni sta vivendo al suo interno radicali cambiamenti causati da diversi fattori: un territorio ricco di storia e cultura millenaria rischia di scomparire, minacciato dall’avanzare della desertificazione e dal turismo di massa. La situazione geopolitica in continuo mutamento mina la sua stabilità, mentre la costruzione della strada che proviene dalla Cina e i cambiamenti climatici in atto stanno mettendo a dura prova l’integrità ambientale e la resilienza degli abitanti di questa incredibile valle.
La nostra ricerca poggia le basi su celebri lavori precedenti, scritti da viaggiatori ed esploratori di grande fama, che prima di noi hanno calcato i sentieri di questa regione e l’hanno descritta con meraviglia e ammirazione: si pensi alle opere dell’antropologo francese Michel Peissel, “Mustang, il regno perduto” (1967) o del celebre esploratore e studioso italiano Giuseppe Tucci “Tra giungle e pagode” (1952).
La prima fonte di ispirazione per questo progetto, è comunque da ricercare nei recenti lavori realizzati da Stefano Ardito. Il suo libro “Mustang, Himalaya che cambia” (2013) racconta le spedizioni in Mustang effettuate dal giornalista per raccogliere il materiale che sarebbe stato utilizzato di lì a poco per comporre due documentari sui cambiamenti climatici nella regione: “Dhe non deve morire” e “Le mele di Marpha”. Durante il percorso, scandito dal ritmo antico, lento e sostenibile del camminare, raccoglieremo evidenze ed informazioni sui cambiamenti ambientali ed antropici nella valle.