Indelebile

Napoli, 5 ottobre 2019. Denis Volpiana, Indelebile. A cura di Silvia Salvati.

Inscindibilmente collegata alla propria esperienza personale, come sottolinea Attilio M. Spanò, l’opera di Denis Volpiana nasce da una riflessione più ampia sul presente: sul caso, la coincidenza, la fatalità, quale accidentalità imprevista eppure straordinaria che da forma all’esistenza e alle sue diverse manifestazioni. Da un primo gesto impulsivo, infatti, e dall’azione degli agenti atmosferici in pieno inverno l’artista sperimenta, all’inizio della sua carriera, l’effetto che la neve produce sui suoi lavori. Scopre che nelle fratture così prodotte sulla tela si manifesta celatamente il suo atto creativo. Usa la conceria di famiglia per informarsi sugli elementi chimici in grado di rivelare il suo gesto e, prova su prova, riconosce la resina polimetrica quale materiale ideale per liberare il suo pensiero, trovando nei materiali sintetici per uso conciario, mescolati all’acrilico, la sua cifra stilistica. Gli avvenimenti fortuiti e le combinazioni casuali sono di fatto gli elementi distintivi, non solo della realtà personale ma della produzione artistica di Denis Volpiana: il suo dipingere trae potenza espressiva dall’uso del dripping e dalla formazione di lacerazioni di colore involontarie sulla tela, nobilitando gli episodi di vita, in un processo catartico di sublimazione del caso, che gli consente di costruire, da un’impronta incancellabile dell’esperienza, il suo manifesto creativo. Indelebile – titolo emblematico della mostra, è infatti un ricordo perenne che non può essere cancellato: un’esperienza che lascia nell’animo una traccia, un’impronta duratura nel tempo. Indelebile è appunto la frattura che custodisce in sé stessa l’esperienza di vita dell’artista, nella quale è insita la spaccatura di un evento tragico che, tuttavia, come egli stesso dichiara “si tramuta in libertà”. Indelebile eppure straordinariamente perpetua: in divenire. E’ l’autonomia del caso, la potenza accidentale di un evento, o meglio di agente; come il colore acrilico che sulla tela non tiene più, e, man mano che si asciuga, si ferma, assumendo sulla stessa tela la sua nuova forma: un profilo primordiale, insito nella materia stessa, liberato dall’atto creativo e da infiniti processi di combinazione. Dalle aniline su tela, attraverso i lavori su carta e le sperimentazioni su fotografie anni 30, la mostra presenta la ricerca dell’artista vicentino focalizzando l’attenzione sull’importanza della pittura e del mezzo espressivo utilizzato come fondamentale condizione dell’essere e ricerca del sé. Associando il segno creativo lasciato da un corpo agente su un materiale imprimibile alle tracce impresse sul terreno della memoria, e ricucendo quell’antica frattura nelle forme che l’arte assume attraverso i propri tratti distintivi … Indelebile mostra l’inconfondibile impronta.