Nel Lazio c’è Ischia; il borgo nella roccia

Nel Lazio c’è Ischia di Castro con il borgo nella roccia

Nel Lazio c’è Ischia di Castro con il borgo scavato nella roccia: Poggio Conte. Ed ancora le necropoli etrusche, gli affreschi, grotte sconosciute con rinvenimenti risalenti a migliaia di anni fa.“Ad Ischia di Castro, nel viterbese, ci sono gioielli non conosciuti: affreschi, chiese rupestri, necropoli etrusche. A Pasqua vedremo tutto da vicino e vi entreremo. Monaci eremiti ma anche artisti e scalpelini, cascate, boschi avvolgenti e la forza dell'acqua su tutto. In una parola Poggio Conte. Sito di origine templare. Un piccolo eremo medioevale scavato nelle pareti di tufo del canyon del Fiume Fiora – ha proseguito Davide Galli – ed affrescato con simboli religiosi e pagani in un luogo carico di energie naturali. Poggio Conte documentato già nel 1027. Presenta due locali, il primo dei quali ha una cupola sorretta da pilastri ed è ricco di disegni immaginari; questi elementi, uniti al triangolo equilatero disegnato su una colonna nonché all'orientamento Est-Ovest del locale e alla ricezione della luce soltanto da una monofora posta sull'abside, hanno portato a teorizzare, tra l'altro, la matrice templare del sito. Sono visibili, sotto la cupola, le nicchie che contenevano tredici pale raffiguranti gli apostoli e Gesù. L'eremo sorge in una sorta di anfiteatro naturale particolarmente suggestivo anche per la presenza di un'alta cascatella. Decorato da affreschi di scuola senese del XV secolo è l’Eremo di Ripatonna Cicognina, composto da ben 3 piani scavati nella roccia con ballatoi, stanze, cisterne e cavità diffuse. Poi le Necropoli come quella di Ponte San Pietro, una necropoli protovillanoviana, e vi si trovano tombe a grotticella artificiale tra cui spicca la ‘tomba della vedovella’ in cui una giovane donna, col cranio fracassato, è stata deposta rannicchiata ai piedi di un guerriero circondato di armi, uno dei ritrovamenti in assoluto tra i più rilevanti della Cultura di Rinaldone. Ed ancora la Grotta di Settecannelle sul fiume Fiora con rinvenimenti risalenti alla media età del bronzo, del Bronzo antico, dell’Eneolitico, del Neolitico e Paleolitico superiore con fauna e materiali che risalirebbero a circa 17.000 anni fa.Ed ancora la Necropoli etrusca di Castro scoperta ai piedi del monte su cui sorgeva la città medievale, vi spiccano la tomba monumentale a semidado del VI secolo a.C. e soprattutto, la famosa "Tomba della Biga di Castro", nella quale nel 1967 fu rinvenuta – preceduta dagli scheletri di due cavalli di cui uno con ancora il morso tra i denti – la spettacolare biga etrusca, probabilmente appartenuta ad una giovane principessa morta nel 530 – 520 a.C. ed oggi esposta al Museo Nazionale etrusco Rocca Albornoz di Viterbo”. Dunque i grandi eventi con guide Aigae su tutto il territorio nazionale

Gepostet von Abruzzoom am Samstag, 20. April 2019

Nel Lazio c’è Ischia di Castro con il borgo scavato nella roccia: Poggio Conte. Ed ancora le necropoli etrusche, gli affreschi, grotte sconosciute con rinvenimenti risalenti a migliaia di anni fa.

“Ad Ischia di Castro, nel viterbese, ci sono gioielli non conosciuti: affreschi, chiese rupestri, necropoli etrusche. A Pasqua vedremo tutto da vicino e vi entreremo.  Monaci eremiti ma anche artisti e scalpelini, cascate, boschi avvolgenti e la forza dell’acqua su tutto. In una parola Poggio Conte. Sito di origine templare. Un piccolo eremo medioevale scavato nelle pareti di tufo del canyon del Fiume Fiora  – ha proseguito Davide Galli – ed affrescato con simboli religiosi e pagani in un luogo carico di energie naturali.  Poggio Conte documentato già nel 1027.  Presenta due locali, il primo dei quali ha una cupola sorretta da pilastri ed è ricco di disegni immaginari; questi elementi, uniti al triangolo equilatero disegnato su una colonna nonché all’orientamento Est-Ovest del locale e alla ricezione della luce soltanto da una monofora posta sull’abside, hanno portato a teorizzare, tra l’altro, la matrice templare del sito. Sono visibili, sotto la cupola, le nicchie che contenevano tredici pale raffiguranti gli apostoli e Gesù.  L’eremo sorge in una sorta di anfiteatro naturale particolarmente suggestivo anche per la presenza di un’alta cascatella. Decorato da affreschi di scuola senese del XV secolo è l’Eremo di Ripatonna Cicognina, composto da ben 3 piani scavati nella roccia con ballatoi, stanze, cisterne e cavità diffuse. Poi le Necropoli come quella di Ponte San Pietro, una necropoli protovillanoviana, e vi si trovano tombe a grotticella artificiale tra cui spicca la ‘tomba della vedovella’ in cui una giovane donna, col cranio fracassato, è stata deposta rannicchiata ai piedi di un guerriero circondato di armi, uno dei ritrovamenti in assoluto tra i più rilevanti della Cultura di Rinaldone. Ed ancora la Grotta di Settecannelle sul fiume Fiora con rinvenimenti risalenti alla media età del bronzo, del Bronzo antico, dell’Eneolitico, del Neolitico e Paleolitico superiore con fauna e materiali che risalirebbero a circa 17.000 anni fa.

Ed ancora la Necropoli etrusca di Castro scoperta ai piedi del monte su cui sorgeva la città medievale, vi spiccano la tomba monumentale a semidado del  VI secolo a.C.  e soprattutto, la famosa “Tomba della Biga di Castro”, nella quale nel  1967  fu rinvenuta – preceduta dagli scheletri di due cavalli di cui uno con ancora il morso tra i denti – la spettacolare biga etrusca, probabilmente appartenuta ad una giovane principessa morta nel 530 – 520 a.C. ed oggi esposta al Museo Nazionale etrusco Rocca Albornoz di Viterbo”. Dunque i grandi eventi con guide Aigae su tutto il territorio nazionale