Nell’Adriatico piccolo era bello

Cerrano [TE], 2 ottobre 2019. Nel Mediterraneo, le attività di pesca su piccola scala, svolgono un ruolo sociale ed economico significativo, visto che costituiscono oltre l’80% della flotta peschereccia. La pratica della piccola pesca artigianale nelle AMP si rivela utile ai fini del ripopolamento e contribuisce a rigenerare gli stock ittici che, nell’80% dei casi sono in regime di sovrasfruttamento.

Le Aree Marine Protette e la piccola pesca artigianale possono cooperare e lavorare insieme per rilanciare un modello di pesca sostenibile che contribuisca al ripopolamento degli stock ittici e all’incremento del reddito e dell’occupazione. Sono questi i punti chiave che vengono discussi nella due giorni di lavoro relativa alla conclusione del progetto FishMPABlue2, di cui Federparchi è capofila, in svolgimento a Roma alla FAO-GFCM, la Commissione Generale per la pesca in Mediterraneo e Mar Nero.

Uno dei principali obiettivi del progetto è la sperimentazione di forme di cooperazione e partecipazione dei pescatori nella stessa gestione della pesca nellearee tutelate. “Il progetto coordinato da Federparchi ha l’ambizione di essere un laboratorio di tecniche in qualche modo esportabili – afferma Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi – i pescatori sempre di più si rendono conto che il depauperamento degli stock ittici crea problemi a loro prima di tutto. Per questo bisogna ragionare su una pesca sostenibile che li mantenga nel tempo e che, allo stesso tempo, sia una garanzia di proseguimento dell’attività lavorativa. L’obiettivo finale è far sì che, partendo da questa collaborazione, si arrivi a definire un concetto di pesca ambientalmente compatibile anche al fuori dei perimetri tutelati”.

FishMPABlue2 si è sviluppato in undici Aree Marine Pilota nell’Europa Mediterraneo: Isole Egadi, Portofino e Torre Guaceto in Italia;Cap Roux, Cote Bleue  e Bonifacio in Francia;   Zakynthos in Grecia;  Telašćica, Croazia; Strunjan Slovenia; Es Freus e Cabo de Palos in Spagna. Oltre a Federpachi sono partner del progetto: WWFMed, IUCN, MedPan, WWFAdria, Conisma,  UNS,  APAM.

Dalle attività del progetto e dagli studi svolti su 32 AMP in cinque paesi sono emersi cinque punti per un positivo sviluppo della cooperazione fra i soggetti coinvolti: 1.potenziamento generale delle AMP; 2. coinvolgimento dei pescatori nelle attività di sorveglianza e monitoraggio; 3. partecipazione nei board delle AMP per cogestire la pesca; 4. incentivi per la pesca sostenibile; 5. adozione di piani di gestionecondivisi.

I cinque punti sono stati elaborati nel corso di una serie di attività fra tutti i partner del progetto e costituiscono i principi fondamentali con cui proseguiranno l’interlocuzioni con i governo nazionali dei singoli paesi, le amministrazioni locali e le istituzioni internazionali europee al fine di sviluppare la piccola pesca sostenibile nel bacino del Mediterraneo.

Al termine dei lavori seminariali, i momenti che scandiscono la vita e il lavoro dei pescatori artigianali saranno visibili nella Mostra fotografica “Cittadini del mare,un’esposizione di 50 suggestive opere del fotografo Carlo Gianferro installata nel Museo di Roma in Trastevere (piazza S.Egidio 1b).