Salvano la guardia e escono di galera

Sulmona(AQ), 15 luglio 2019. Dopo la notizia della promozione di Andrea Paglieta al grado di sovrintendente di polizia penitenziaria (foto, 8 luglio 2019), si ha conoscenza del fatto che, 2 dei 5 detenuti che hanno contribuito a salvargli la vita, nel carcere di Sulmona, sono in semilibertà per premio.

Sembrava una delle tante ordinarie giornate di servizio, passate all’interno della sezione detentiva, quella di Andrea Paglieta, assistente capo di polizia penitenziaria di stanza al carcere di massima sicurezza di Sulmona. Quella mattina del 20 giugno 2018 qualcosa andò storto.  Durante un giro di perlustrazione all’interno del corridoio, ove erano ristretti detenuti tutti di estrazione mafiosa, Paglieta veniva chiamato da un detenuto, il quale, senza motivo alcuno, non appena lo ha visto  giungere dinanzi al cancello della camera, gli lanciò addosso dell’olio bollente. 

Nonostante le sue doti personali e le capacità professionali dimostrate nell’essersi prontamente riparato gli occhi, sfilatosi la maglietta e respinto l’accendino che il detenuto gli aveva lanciato addosso, nell’intento di dargli fuoco, riportava ustioni di primo, secondo e terzo grado, al volto ed al torace. Determinante in quella occasione fu anche l’intervento di 5 detenuti accorsi immediatamente dopo l’accaduto contribuendo a portare in salvo lo sfortunato agente.

Quella di Andrea Paglieta è una storia raccontata in più occasioni, non ultima quella della sua promozione (foto), per alto senso del dovere e non comuni capacità professionali, al ruolo superiore.   

Dopo la notizia della promozione di Andrea al grado di sovrintendente di polizia penitenziaria, si ha conoscenza del fatto che, 2 dei 5 detenuti che hanno contribuito a salvargli la vita, sono in semilibertà per premio.

Ne dà notizia Mauro Nardella Vice Segretario Generale della UIL PA Polizia Penitenziaria e componente della UIL confederale CST Adriatica Gran Sasso.

Fu il Gruppo per l’Osservazione trattamentale a proporla, proprio in funzione del contributo dato in termini di salvataggio della vita del poliziotto penitenziario.

A.L e R.Z. hanno raggiunto, grazie al loro alto senso civico, l’ambìto beneficio che gli consentirà di vivere gran parte della loro giornata all’esterno del carcere e per di più vicini alla famiglia.