SCENDE PRODUZIONE OLIO IN ABRUZZO

Verona, 9 aprile 2019. “La produzione di olio registrata nelle ultime stagioni è stata molto penalizzante per l’Abruzzo, con perdite superiori anche al 50% della produzione media, che, comunque, risulta essere la quinta regione italiana per quantità, preceduta dalla Puglia, Calabria, Sicilia e Campania – ha osservato Giuseppe Cavaliere, funzionario regionale del Dipartimento per le politiche rurali -. La vocazione dell’Abruzzo per la coltivazione dell’olivo ha fatto nascere sul territorio la presenza di numerose strutture di trasformazione che in rapporto al territorio e alla produzione sono sempre state in numero piuttosto elevato. Nel 2018 – aggiunge – la produzione di olii d’oliva in Italia è stata solo di 170 mila tonnellate, produzione che non è sufficiente a soddisfare il consumo interno, e pertanto siamo costretti come Paese a importare notevoli quantità di olio, pari a 549 mila tonnellate, soprattutto dalla Spagna che produce 1,70 milioni di tonnellate di olio ogni anno”. Nel corso degli anni il numero dei frantoi è andato progressivamente diminuendo, nel 1997/98 erano 527, secondo i dati Agecontrol, oggi sono meno di 450, ma, parallelamente, è aumentato per riconversione o per nuove aperture il numero di quelli a ciclo continuo con capacità di lavorazione oraria ben più elevata, cosa che ha consentito di aumentare la qualità degli olii che non presentano difetti organolettici.

E’ stata inaugurata, a Verona, “Sol&Agrifood”, la fiera delle specialità agroalimentari di qualità, che si svolge in contemporanea con il Vinitaly. L’Abruzzo è presente con 20 aziende ospitate su oltre 300 mq di superficie appositamente allestita, all’interno della quale è stata realizzata anche una piccola saletta destinata alle degustazioni guidate degli oli extravergini e a DOP regionali.

Risulta stabile il dato sull’autoconsumo che in Abruzzo, storica regione produttrice di olio, si aggira tra il 40 ed il 50%. Sebbene in regione siano presenti 3 olii extravergini di oliva a DOP (Aprutino-Pescarese, Colline Teatine e Pretuziano delle Colline Teramane), occorre sottolineare che “essi – hanno osservato gli esperti – purtroppo rappresentano attualmente solo il 2% dell’intera produzione di olii extravergini regionali”. (REGFLASH)