Storie del dormiveglia a Pescara

Sabato 23 marzo 2019 ore 17.15 Storie del dormiveglia di Luca Magi sarà presente il regista PESCARA museo d’arte moderna Vittoria Colonna 

Il film in concorso ha la particolarità che il regista, Luca Magi ha lavorato come operatore presso il Rostom: una struttura d’accoglienza per persone senza fissa dimora, situata all’estrema periferia di Bologna.

La sua presenza in sala ci permetterà di poter affrontare – dopo la proiezione – non solo le tematiche strettamente tecniche sul film, ma anche conoscere come, in una grande città come Bologna, le persone senza casa, senza fissa dimora vengono assistite.

Luca Magi dà voce ai pensieri più intimi degli ospiti del Rostom, un dormitorio bolognese in cui molte persone senza fissa dimora transitano per scelta o per forza. Un documentario corale in cui le emozioni cercano la luce, spesso confessate nella penombra di una stanza o di un cortile dove a brillare è solo la luce di una sigaretta.

Storie del dormiveglia nasce dall’esperienza del regista come operatore presso il Rostom: una struttura d’accoglienza per persone senza fissa dimora, situata all’estrema periferia di Bologna.

Dal buio, tra una sigaretta e l’altra, emergono i volti e le parole di chi resta nel dormitorio per una sola notte o di chi ne ha fatto la propria casa. Uomini e donne con un passato difficile, esiliati in un presente di perpetua attesa. Una galassia perduta a debita distanza dal passato e dal futuro.

Il Rostom è un centro gestito da Piazza Grande e frequentato da uomini e donne con disagi sociali, economici o psichici, con problemi di salute, di dipendenza, ex-carcerati o persone con un vissuto complesso e spesso drammatico.

Sinossi: Il Rostom è una struttura di accoglienza notturna per senzatetto situata nell’estrema periferia di una grande città. Dal buio, tra una sigaretta e l’altra, emergono i volti e le parole di chi resta nel dormitorio per una sola notte o di chi ne ha fatto la propria casa. Uomini e donne con un passato difficile, esiliati in un presente di perpetua attesa. Una galassia perduta a debita distanza dal passato e dal futuro.

Parlando del documentario Luca Magi dice: “Ho avuto modo di conoscere e condividere aspetti intimi della vita di centinaia di persone ospitate nel centro. L’impatto con questa realtà è stato violento. I suoi ospiti sono perlopiù persone emarginate, disadattate e sole. Sono sempre rimasto molto colpito – spiega il regista – da come dietro questa fragilità di uomini e donne, dietro la loro solitudine, si nascondesse una grandezza: un senso di rivolta, qualcosa di inutile e spesso distruttivo, ma al contempo capace, se visto da vicino come nel mio caso, di trasmettere l’essenza delle cose, di attraversare gli altri con qualcosa di pulsante, vitale e capace di emozionare.”